La minicrociera di Euforia
6 - 8 dicembre 2003

... E due !

 

Gli affezionati lettori ricordano senza dubbio l'ultima galoppata di quella specie di roulotte/barca che non è immatricolata, ma che ha pur sempre un nome: Euforia.

Bene. Eccoci di nuovo in mare, questa volta a dicembre. Soliti fraseggi interlocutori. Ci sono tre giorni di week-end, che facciamo, dormiamo? Andiamo in Capraia? Andiamo all'Elba? Siamo solo noi due (n.d.r. Francesco ed Aldo)? Vengono anche i ragazzi (Annalisa e Francesco)? Nel seguito Francesco, Proprietario e Skipper, lo chiameremo Franci1, mentre il nostro più giovane amico si chiamerà Franci2.

La ‘pippa’ comincia il lunedì mattina precedente, che tempo farà sabato, domenica e lunedì prossimi?

Aldo, dopo aver elaborato miriadi di dati, con miriadi di lineee di codice, si affaccia alla finestra dell’ufficio, da un’occhiata fuori, scuote il vecchio barometro appeso sotto e sentenzia: tempo sostanzialmente bello con vento forte solo domenica, da NE-E. Forse è più meglio (coro: non si dice) non intrappolarsi in Capraia e fare invece un viaggetto lungo la costa, o verso Livorno o verso Genova.

Si, no, boh! Intanto andiamo; decideremo poi, sul momento. Venerdì sera siamo in barca alle 18, dopo aver fatto una minispesa. I ragazzi arriveranno tardi, e quindi ne approfittiamo per fare una cenetta intima a base di pesce. Ad Annalisa il pesce non piace, meglio avvantaggiarsi.

Franci1 propone di preparare la cena a casa sua, sarebbe più semplice e ci troveremmo la barca in ordine per dormire. Affare fatto. Mentre Aldo prepara un sughetto in bianco, con delle cicale e capponcini, ed il secondo a base di ricciola in padella, Franci1 va in giro per le ultime cose. Torna che è quasi pronto, apparecchia, Aldo porta in tavola, le linguine sono nei piatti ed il barbaro padano che fa? Si alza, prende la grattugia e gratta il parmigiano sopra le linguine. Siccome vede aleggiare l’idea dell’omicidio negli occhi di Aldo, subito si scusa dicendo che aveva capito che la pasta fosse in bianco, cioè solo con olio. Aldo ci rinuncia e ripensa a ciò che gli insegnò un americano, 35 anni fa: "E’ più facile tirare fuori un negro dalla foresta, che la foresta dal cuore di un negro". E’ un proverbio razzista, certo, ma chissà perché in quel momento è tornato in mente!

A mezzanotte, arrivano i ragazzi. Baci, abbracci, convenevoli, borse e valigie in quantità finalizzate ad un giro del mondo, casino dappertutto e finalmente, spente le luci, ci infiliamo dentro o sotto i sacchi a pelo. Partenza alle 6 per ... da decidere.

Alle 5 Aldo si sveglia, prepara un caffè, pian piano aumenta il rumore (non con quelle, di quelle evita almeno il rumore), piano piano si svegliano tutti, ed alle 6 usciamo dal fiume.

 

6 dicembre. Primo giorno

 

Per un miglio, nel buio come la pece, zigzaghiamo in attesa che prevalga una preferenza, poi vince la Riviera, più luci, negozi, forse meno mare. L’eremo della Capraia è rimandato. Anche Giorgio, che non è venuto, pesa un pochino sulla decisione: può darsi che gli sia possibile raggiungerci, da Parma, in un qualche posto lungo la costa ligure.

Mentre dirigiamo verso Portovenere, Aldo prepara il tradizionale caffèlatte. Tutti a tavola, però alle 7 e 30 siamo già ivi ormeggiati per i cornetti ed i giornali. Diamo la sveglia al paese.

Si riparte, mare liscio, vento zero, e decidiamo per una sosta ristoratrice a Vernazza. Dobbiamo riprenderci dallo shock della sveglia e della navigazione. Sono le 10 e 30. Anche Vernazza praticamente dorme. Però abbiamo la soddisfazione di ormeggiarci in un porticciolo incantevole come pochi, letteralmente vuoto, addirittura affiancati in banchina. La manovra d’ormeggio dura 3 decimi di secondo perchè la fa Aldo; le altre 3 ore servono a Franci1 per posizionare i parabordi, fare i nodi, controllare i movimenti millimetrici della barca (purtroppo ha ripreso le brutte abitudini da marinaio della bassa padania), mentre Annalisa gioca come una ragazzina, rompendo le biiih a tutti, con spintarelle, calcetti, cavallina etc.

Annalisa, ‘toscanaccia’ e frizzante, è la nostra bambolina, sempre allegra e pronta a prenderci in giro. E’ la femmina più bella della barca e guai a chi ce la tocca.

Non sappiamo ancora dove ci piacerà fermarci per la notte. Forse a S.Margherita. Mentre scrivo non lo so ancora. La media di avanzamento è di circa 2 nodi, il promontorio di Portofino pare un miraggio, qualche temerario è anche lui per mare. Meno male che uno scirocchino di un qualche significato ci spinge, almeno lui.

Inganniamo il tempo preparando un risotto di mare da leccarci i baffi (chi ce l’ha). Lo divoriamo, tutti tranne Annalisa che, come detto, non ama il pesce, ed è fuori al timone. Guardiamo con apprensione Franci2, come farà a convincerla? Poi però ci rassereniamo, perché la giovinetta si prepara dei bei salsicciotti in padella. Insomma, la specie è salva. A proposito di pesce, l’ultima volta c’era Luciano a rompere, stavolta c’è Annalisa. Però Annalisa è molto più carina.

Verso le 14 chiamiamo S.Margherita via radio. Ci dicono di aspettare un momento. Ci richiamano e ci chiedono se siamo lì per la regata di domani. No, solo di passaggio. Mi dispiace, non c’è posto. Vogliamo evitare Lavagna, non ci piace abbastanza, e dirigiamo dentro Rapallo. I posti di passaggio sono esauriti, unica possibilità il marina di Carlo Riva.

Aldo legge la preoccupazione che monta dentro lo Skipper. Franci1 non vuol rinunciare, ma sa che in quel marina, per la sosta di una notte, occorre aprire un mutuo. Tuttavia, da signore qual’è, non batte ciglio e si affida alla provvidenza. Aldo si informa comunque cautamente sul costo e chiede, urlando, all’ormeggiatore, se il mutuo bisogna aprirlo oppure no. Il tipo sorride e ci rassicura, è fuori stagione, ce la caveremo con 18 euri. Al metro? No, tutto compreso. Caspita, e chi si muove più!

Ormeggiamo davanti all’ufficio del porto, rassetto barca, lavaggio della coperta e del pozzetto (ci voleva proprio), ci mettiamo in tenuta sportiva da passeggio e via. E’ già buio.

E’ più bella S.Margherita o Rapallo? Inizia la disputa. Franci1 ci convince che S.Margherita è molto meglio, e che è il massimo andarci a piedi. Ad Aldo non interessa, però mugugna. Gli sembra cretino fare una strada tortuosa, che conosce da decenni, al buio, con un traffico continuo di auto, moto, bus e simili, per arrivare dopo mezz’ora, tutti gasati dagli scarichi e stanchi (più il ritorno). Sa che Franci1, in cuor suo, concorda, ma sa anche perché lo Skipper insiste. Lui deve camminare un bel po’ perché la popò, oggi, non ne vuole sapere di uscire. Alla fine lo mandiamo a biiih, lui e la sua stitichezza, ed allora accetta. Compriamo i biglietti del bus ed in 10 minuti comodi siamo a S.Margherita, in centro.

Abbiamo fame e cerchiamo subito il ristorante che conosce Aldo, esercitato da una coppia di suoi amici. Lo troviamo, infine, ma è ancora presto. cosicché facilitiamo Franci1 girando per vetrine e negozi, tutti illuminati come se fossimo al sabato sera, prossimi alle feste natalizie.

Questo modo di camminare, tuttavia, non si confà alla bisogna. Inizia il lamento: ‘si stancano le anche, si stancano le ginocchia, etc...’. Ci stanchiamo tutti di stancarci e ci sediamo ad un bel bar, all’aperto (non fa molto freddo, mica!) per un aperitivo. Foto e stupidaggini a volontà, ma alle 19 e 40 siamo già, ormai gelati, al ristorante.

Baci e abbracci con gli amici, che aspettano un bambino, mangiamo che di più non si può, un occhio all’orologio per non perdere il bus per il rientro e poi via di corsa alla fermata. Ha pagato temporaneamente Franci1, temporaneamente perché Aldo si era offerto di offrire. Tuttavia, con il senno del poi, queste tentazioni vanno ponderate bene. Si vedrà!

Scherziamo per tutto il tempo, anche con taluni alla fermata del bus. Bella serata. Andiamo a nanna, con la barca caldina per via della stufettina ... ina. Domani però il freddo sarà intenso. Come faremo? Intanto buona notte, domani è un altro giorno.

 

7 dicembre. Secondo giorno

 

La notte è trascorsa abbastanza tranquilla. Franci1 non ha accartocciato alcuna bottiglia dell'acqua vuota. Aldo è più mattiniero, si alza, va ai bagni del marina (davvero OK, ha paura di sporcarli) e poi al bar. Poi si scoccia e da la sveglia, preparando latte e caffè. Tenta di fare i cappuccini, con la schiumetta. Risultato appena sufficente. Comunque allegria a non finire, scherzi e frecciatine, un pò di rassetto barca, perché i due giovani hanno sparso tutto dappertutto e si parte per una bella passeggiata, stamattina a Rapallo

La giornata si presenta molto bella e molto fredda. Il previsto forte vento da NE ancora non è arrivato. Decidiamo il programma: stamane giriamo per negozi e vetrine, poi mangiamo a bordo, poi usciamo in mare con il vento forte, stasera di nuovo a S.Margherita, by bus. Detto così, sembra facile. In effetti a mezzogiorno non abbiamo ancora deciso cosa mangeremo e cosa in realtà faremo.

Comunque mentre siamo a zonzo. Franci1 incontra un signore di sua conoscenza, pure lui a spasso, con la di lui consorte. Convenevoli, racconti, invito a colazione, a bordo, però declinato. Promettono che verranno dopo mangiato, verso le due, per caffè e dolcetti.

Questa volta Franci1 sembra stranamente tirato. Decide che mangeremo la minestra di fagioli in busta, che ci portiamo dietro da Ponza e compra una microscopica crostata ai mirtilli, microscopica perché tanto la mangerebbe tutta Aldo, in ogni caso. E non è il caso, sarebbe sprecata.

In realtà, probabilmente lo Skipper sta tentando una dieta diversa, per risolvere il noto problema. Chissà, la minestra calda di fagioli potrebbe essere una mano santa. Noi siamo preoccupati, ma non lo diamo a vedere. Speriamo solo che gli effetti non si scatenino proprio quando i nostri ospiti saranno a bordo.

Preparare la minestra è uno scherzo, Il freddo si fa sentire, ed in barca, con i fornelli accesi, si sta veramente bene. Siamo li con i cucchiai alle labbra, quando un rumore quasi di tuono ci colpisce, un nulla ed una botta di vento incredibile piega la barca ormeggiata in banchina come e più se stesse navigando. Acchiappiamo al volo i piatti e cerchiamo di mantenerli orizzontali. Con il vento, arriva sabbia e polvere dappertutto, come grandine. La barca oscilla ma rimane sempre piegata. Il vento forte è arrivato, un pò in ritardo rispetto alle previsioni, ma è arrivato. Forse corre così perché è in ritardo. Sono 30 e passa nodi, sotto raffica anche 40.

Ormeggiamo la barca più lontana dalla banchina e finiamo di mangiare, intimamente congratulandoci di non essere fuori oggi, tantomeno in Capraia. Meno male che quelli che fanno le previsioni meteo di SeaCLUB son bravi! Rapido rassetto ed ecco gli ospiti. Passiamo insieme un'oretta. Offriamo non solo la crostatina, ma anche il fondo di bottiglia dell'ultimo whisky rimasto. Però l'avanzino viene declinato, con la scusa che è bene non esagerare, con le feste vicine.

Aldo, come i bambini, sta buono finchè dura la crostata, poi comincia ad agitarsi. Meno male che i due decidono alfine di andarsene. Aldo e Franci2 vanno a vedere il mare dal molo, per capire se vale la pena uscire. Se si, è meglio non perdere ulteriore tempo, perché fa notte presto. Decidiamo per il via, approfittando del fatto che non raffica più come prima e la manovra per uscire probabilmente non sarà rocambolesca. Tra l'altro, girando in banchina, alcuni rientrati dalla regata odierna, ci raccontano di alberi (per coloro poco pratici, si intendono qui quelli delle barche a vela. Spiritosi!) abbattuti e vele strappate. Colpa del violento arrivo del Grecale.

Tutto bene. La barca si comporta bene, col nuovo fiocco. Ci divertiamo a bordeggiare e rientriamo che la luna piena spunta sopra i monti, con il tramonto ancora acceso verso Portofino. Franci2, che fotografa tutto e tutti, con una di quelle moderne ed infernali macchinette elettroniche, che nessuno sa usare, riprende la scena (vedi sotto la foto, se ti va).

Ci prepariamo per andare a cena dai nostri amici. La nostra bambolina, tutta garrula, non finisce più i preparativi. Fa la doccia, si depila, si mette la parrucca e cambia le protesi. Uno sfinimento! Scherzo, la nostra bambolina, giovane come l'acqua, è già pronta. E' Aldo che non è pronto, non sa decidersi sul colore della canottiera e delle mutandine (non si sa mai) e se mettersi un giubbotto o andare senza. Meglio il giubbotto. Fa un freddo da urli.

Mangiamo pizze e focacce, questa volta. Sono squisite. Siamo di nuovi gonfi. Abbracciamo i due titolari amici, mille auguri, corsa disperata alla fermata del bus (dov'era ieri sera?), arriviamo appena in tempo, in 15 minuti siamo di nuovo a Rapallo.

Occorre digerire! Mica si può andare a letto subito! Una bella foto con il castello tutto illuminato! Mettetevi così, no così ... Du' palle! Ne fosse venuta una. No, una si, quella con il solo castello (vedi sotto la foto, sempre se ti va).

Amata cuccetta! Sogni d'oro! A domani.

Però! Aldo ha gl'incubi. Sogna che degli omacci vogliono portarsi via Annalisa (che, tra parentesi, non sembra fare molta resistenza). Si sveglia all'improvviso, balza verso il boccaporto, apre lo scorrevole con furia selvaggia e quasi si tronca il pollice della mano destra. Cretino! Glielo dicono anche quelli che stavano dormendo. Adesso viene voglia di urlare come Fantozzi. Ma dove? Aldo decide di rimandare le urla a domattina, e piange in silenzio. Ma che voleva fare? Ora non se lo ricorda! Di nuovo, buonanotte!

 

8 dicembre. Terzo giorno

 

Che voleva fare? Niente. In realtà c'era un lampione che colpiva in pieno gli occhi, anche se chiusi. Voleva mettere una copertura per togliere la luce, semplicemente.

Alle 5 in piedi, solo i due 'vecchi', i giovani li lasciamo dormire. Alle 6 siamo già in navigazione. Alle 6 e mezza mettiamo le mani. Il grecale si fa ancora sentire, fino a 20, anche 24 nodi. La barca è una delizia, sottocosta, acque calme, vento. Sorge il sole, fa freddo, ma la giornata è splendida.

Non c'è molto da dire. Alle 13 circa siamo in dirittura arrivo, vicini all'imboccatura del Magra. Abbiamo fatto in modo di farci invitare a colazione dai nostri amici gentilissimi, recitando la parte 'grazie, si, non so, ora vediamo, ...', tutti complimentosi. Ma ormai in queste cose, da noi, non ci casca più nessuno. Se vuoi mangiare, mangia, se no vai a pascolare. Siamo a tavola alla velocità della luce.

Un paio d'ore molto rilassanti, passate a raccontare ognuno la propria, ed anche la minicrociera è finita. Noi però abbiamo intenzione di continuare. Lasciamo passare Natale, e vedremo di animare il lungo gennaio. Qualcosa ci inventeremo.

Grazie a tutti, in particolare, all'Armatore, ed arrivederci a presto, da Euforia !

 

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